• 01
  • Feb

Il Garante bacchetta Santoro

Di Angela Gennaro, in Nazionale.


Santoro


Processo alla televisione. Oggi i media ritornano prepotentemente agli onori delle cronache. L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha intrapreso ieri azioni ben precise, oggi riportate all’opinione pubblica dal suo Presidente, Corrado Calabrò.


Il Garante è stato chiaro: basta con i processi in televisione. I processi siano circoscritti nelle aule di tribunale. Il che significa un bel richiamo alla Rai per il programma di Santoro, Annozero, dove sarebbe stato violato il pluralismo.


Calabrò è stato molto diretto: In Tv il processo, lo pseudo processo o la mimesi del processo non si possono fare. L’informazione deve essere equilibrata, obiettiva e deve garantire il contraddittorio senza anticipare giudizi su questioni ancora subiudice.

Il Presidente è stato molto attento anche a fugare qualsiasi dubbio e prevenire possibili attacchi: non vuol dire porre limiti alla libertà di informazione. Ma l’informazione non può diventare gogna mediatica né spettacolarizzazione ispirata più all’amore per l’audience che all’amore per la verità .


Richiamo alla Rai, dunque. Protagonista del contendere, Annozero di Michele Santoro. Accusa: non totale rispetto dei principi di completezza e correttezza dell’informazione, di obiettività, equità, lealtà, imparzialità, pluralità dei punti di vista e osservanza del contraddittorio: Questo il contenuto dell’atto di indirizzo della commissione di Vigilanza. Contestate, in particolare, alcune puntate. Quella del 4 ottobre 2007 sul caso Mastella-De Magistris, quella del 6 dicembre, sulla riforma del sistema radiotelevisivo e con tanto di Ministro Gentiloni come ospite, e quella del 20 dicembre sul caso Forleo - D’Alema e sulle intercettazioni Berlusconi-Saccà.







2 Commenti Scritto da Angela Gennaro
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Commenti:

Sono stati scritti 2 commenti su "Il Garante bacchetta Santoro"

  1. Alberto Cotechini

    La faziosità di questi garanti non ha un limite. Basti pensare a Pizzetti, messo lì per proteggere i corrotti con la scusa di proteggere la loro privacy. Meno male che l’elettore non conta niente e non sa niente; altrimenti avrebbe la responsabilità di scegliere dei ladri e dei furfanti.

  2. Alberto Cotechini

    Ma quante volte devo scriverlo il commento?



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