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Una giornata per la giustizia



RaiNews24 - 18 giugno 2008 -

L’aula del Senato ha approvato l’emendamento presentato dai relatori al decreto sicurezza che prevede la sospensione dei processi fino al giugno 2002. I senatori del Pd e dell’Idv hanno lasciato l’aula, mentre sono rimasti nell’emiciclo gli esponenti dell’Udc e i radicali


Questo il flash attualmente in home page.

Il 12 giugno 2008, Furio Colombo, Giuseppe Giulietti, Pancho Pardi hanno scritto su MicroMega “Una giornata per la giustizia”. Lettera aperta a Veltroni e Di Pietro. La lettera è già stata firmata da Margherita Hack, Andrea Camilleri, Antonio Tabucchi, Gianni Vattimo, Sergio Staino, Telmo Pievani, Lidia Ravera, Gianni Barbacetto, Salvatore Bragantini e oltre 2500 cittadini. La richiesta a Veltroni e Di Pietro? Indire una manifestazione di massa con la società civile contro l’attacco di Berlusconi a magistrati e giornalisti. Dati gli accadimenti di questi giorni mi è venuto in mente di andare a spiare cosa stesse facendo la presunta e presumibile opposizione. Soprattutto Piazza del Dissenso, che come tale aveva giustificato la sua nascita.


Di Pietro dice che ci sta. E’ di ieri la sua risposta. Di Pietro dice sì alla “Giornata per la giustizia”

Roma, 17 giugno 2008

“La legge è uguale per tutti”.
Noi dell’Italia dei Valori crediamo fortemente nel valore di questo principio democratico e ne difendiamo la sua applicazione.
Pertanto chiediamo che si ponga fine allo scempio che il Presidente del Consiglio dell’attuale Governo sta perpetrando per tutelare i suoi interessi.
Con convinzione sosterremo, dunque, la “giornata per la giustizia”, promossa da MICROMEGA, contro le nuove leggi-vergogna volute da Silvio Berlusconi.
Questo Esecutivo deve sapere che l’Italia non è un’azienda privata e che la democrazia non può e non deve essere negoziabile. Per nessuna ragione faremo marcia indietro sulla nostra battaglia.
Noi dell’Italia dei Valori abbiamo, sin da subito, dichiarato che non ci fidavamo di Berlusconi e dunque della sua compagine. Abbiamo più volte ribadito che con attenzione avremmo vigilato, nell’interesse dei cittadini, sui provvedimenti del Governo. Lo stiamo facendo e continueremo a farlo, fuori e dentro dal Parlamento. Senza distrazioni.
Come ci si può fidare di un signore che è Presidente del Consiglio ma che lo è in evidente conflitto di interessi?
Il nostro è un caso unico al mondo, un’anomalia tutta italiana.
Noi dell’Italia dei Valori ribadiamo la nostra opposizione “senza se e senza ma”, forte e chiara.
Non può esservi dialogo con chi sfrutta il proprio incarico per tutelare i propri interessi personali e non quelli dei cittadini.
Ancora una volta, Berlusconi vuole piegare la legge a proprio uso e consumo.
Questo è gravissimo. E’ un fatto di allarme sociale al quale ci opporremo con tutte le nostre energie.
Ribadisco, dunque, che noi dell’Italia dei Valori sosterremo con convinzione la manifestazione promossa da MICROMEGA e qualora venissero approvate queste norme vergogna, daremo la parola ai cittadini promuovendo la raccolta di firme per il referendum.

Antonio Di Pietro



Bisognerebbee studiare Tangentopoli nelle scuole. Per capire veramente chi siamo, chi siamo stati, e perchè si è fermata. Perchè si è fermata. E Antonio Di Pietro - la sua voce è apprezzabile e preziosa, ma chissà - ora è un parlamentare.


Chiari e diretti, infine, alcuni commenti alla risposta di Di Pietro.

E Veltroni & Co. dove sono?

Grazie, onorevole Di Pietro. Se aspettiamo che si dia una mossa un Veltroni, si teme che Berlusconi faccia in tempo a farsi e disfarsi lo Stato come meglio crede. E D’Alema? Ohibò.

Inviato da nephele il 18 giugno 2008 alle 12:29






Commenta! Scritto da Angela Gennaro
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