• 25
  • Giu

Stampa clandestina

Di Angela Gennaro, in Giustizia.



La notizia è di pochi giorni fa, ma naturalmente il mainstreaming l’ha ignorata.


Una condanna per “stampa clandestina” ha colpito un sito fatto alla luce del sole.

Un paradosso che nasce dall’incontro di una regola fascista con le nuove tecnologie del terzo millennio

scrive la Redazione di Voci Libere.


Carlo Ruta è un clandestino. Il suo sito, antimafia, sia detto, www.accadeinsicilia.net è stato condannato dal tribunale di Modica per non aver registrato le sue pagine web come testata giornalistica. Stampa clandestina, insomma.

Scrivono:

L’obbligo di indicare il responsabile di un giornale e il luogo in cui veniva stampato fu introdotto dal fascismo per controllare chi scriveva e chi stampava, e per pizzicare con le mani sporche di inchiostro chi produceva fogli sgraditi al regime. Anche quando nessuno era più fascista o ricordava di esserlo stato, la legge sulla stampa del 1948 ha mantenuto intatto il vincolo di registrazione delle testate, esteso anche ai siti internet con la discussa legge sull’editoria del marzo 2001. Quella legge ha colpito Carlo Ruta e il suo sito www.accadeinsicilia.net, ha punito lo sforzo di memoria storica con cui ha esposto in rete i panni sporchi della mafia. L’omicidio del giornalista Giovanni Spampinato, le coperture ricevute dal suo assassino dentro e fuori dai tribunali, le vicende poco chiare della Banca Agricola Popolare di Ragusa, l’intrigo di Stato di Portella della Ginestra: tutto questo oggi è “stampa clandestina”, memoria illegale, pagine di storia da strappare.

Per questa ragione un gruppo di amici e colleghi giornalisti hanno deciso di aprire uno spazio di denuncia, per sostenere le battaglie giudiziarie di Carlo, per continuare a pubblicare informazioni scomode e perché domani i bavagli giudiziari potrebbero colpire qualunque altro sito web, e per questa ragione é importante attivarsi oggi perché ciò non accada



Un blog a sostegno di Carlo Ruta, per la libera espressione nelle reti, insomma. Come spiega Ruta nella sua conferenza stampa, il blog non può essere considerato stampa peeriodica. La risposta della perizia della polizia di stato, predisposta dal magistrato, emerge chiaramente che il sito non aveva nessuna struttura regolare. Se vogliamo parlare di tecnicismi. Un blog che veniva aggiornato quando capitava. E senza pubblicità.

Con il supporto in rete offerto dall’associazione Peacelink e la collaborazione tecnica del portale Giornalismi.info, è stato posto on-line, a opera di amici e di colleghi giornalisti, www.giornalismi.info/vocilibere, per informare sulle iniziative che vanno avviandosi in risposta alla condanna penale per stampa clandestina comminata a Carlo Ruta, curatore del sito Accadeinsicilia.net.
Sul blog vengono presentati, tra l’altro, i documenti più significativi del processo, inclusi i dati acquisiti dalla Polizia Postale di Catania dalla Internet Archivi Wayback Machine e il dispositivo della sentenza di condanna. Vengono proposte altresì alcune passate inchieste di Carlo Ruta, inedite in rete, mentre viene ripresa la petizione lanciata da Censurati.it. Su www.giornalismi.info/vocilibere potranno confluire testimonianze, interventi, prese di posizione, proposte, iniziative, altro, attraverso l’invio diretto dei testi. Verranno avviate inoltre discussioni, cui tutti potranno partecipare, sulla libertà sul web e l’articolo 21 della Costituzione.


Ecco il link alle inchieste di Ruta. E una bella testimonianza. Sarebbe un oltreggio alla Costituzione, è stato detto. E’.






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