• 03
  • Mar

Salvate il soldato Bassolino

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Si fa un gran dire da qualche mese a questa parte di quanto l’immagine del paese sia danneggiata dall’emergenza rifiuti della Campania. E non si può certo dare torto a coloro i quali indicano la giunta regionale Bassolino, quando interpellati sulle responsabilità del disastro. Sembrano infatti fuori discussione - quand’anche emergesse nella fase dibattimentale l’estraneità del Governatore della Campania ai fatti a lui contestati nello svolgimento del suo incarico istituzionale - le responsabilità di natura politica del suo gruppo dirigente.


Gruppo dirigente che da quindici anni a questa parte ha saputo consolidare una vera e propria egemonia in Campania. Ma anche in grado di allargare la base del consenso costruendo un sistema di clientele, da un lato devastante per il dinamismo economico e sociale della regione, dall’altro capace di consegnare a Veltroni il 60% di preferenze, blindando progressivamente una regione divenuta stabilmente di sinistra - pardon - riformista.
Chapeau.


E ricevendo in cambio una prenotazione per due posti di prima classe – leggasi Bassolino e Jervolino – sull’accogliente pullman verde del Piddì. E qui casca l’asino. Perché la vicenda giudiziaria campana, con la notizia del rinvio a giudizio del suo Governatore, ha squarciato il velo di silenzio dei partiti, soprattutto a lui vicini, a cui la prudenza elettorale aveva messo la sordina.


Non sorprendono affatto le posizioni espresse dal Popolo delle libertà, che chiede le dimissioni di Bassolino, arrivando ad annunciarla come tra i primi provvedimenti del primo CdM del Governo che verrà, per bocca della Lega. Ma i nodi politici da sciogliere ovviamente riguardano il rapporto del Bassolino già silenziosamente sfiduciato, ed ora ancora più vulnerabile, all’indomani del rinvio a giudizio, con i referenti nazionali del suo partito di riferimento, cioè il PD.

Io ho gia’ espresso la mia stima e la mia amicizia per Bassolino, e penso che di fronte a vicende cosi’ amare per lui l’unica cosa sia affidarsi alla sua coscienza, alla sua coscienza civile e sono sicuro che la scelta che fara’ sara’ quella giusta


Il PD, per bocca del suo candidato premier, fa sapere di avere fiducia in Bassolino, e nelle scelte che farà. Forse. O forse il significato celato – ma neanche troppo - dietro le parole di Veltroni è un invito a togliere il PD dalla graticola mediatica, proprio adesso che nel loft di Sant’Anastasia si ricomincia a sentire il profumo dell’ottimismo.

Sento il dovere di andare avanti per dare un contributo, al fianco del commissario De Gennaro, per uscire dall’emergenza rifiuti e per combattere a testa alta perché emerga la verità, quella politica e quella giudiziaria. Perché io non ho fatto nulla di male

Bassolino sostiene di avere la coscienza a posto ma soprattutto di non volere abbandonare il Commissario straordinario De Gennaro in questo momento delicato. Forse. O forse ha deciso di non abbandonare la nave che vede affondare inesorabilmente e chiudere orgogliosamente la sua esperienza sul ponte di comando. O forse ha inteso che alla stregua di De Mita anche per lui è finito il tempo per le gite scolastiche sulla corriera del PD.





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