In Italia, il Mezzogiorno non investe in cultura

di Alba D'Alberto Commenta

Il Mezzogiorno d’Italia è sempre stato considerato espressione della cultura italiana: da Roma a Palermo le città d’arte che raccontano delle radici del nostro Paese sono tantissime. Eppure l’investimento nella cultura, nel Mezzogiorno, è quasi inesistente. 

Una classifica di Openpolis dimostra che ci sono capoluoghi di provincia del Sud Italia che investono meno di 1 euro procapite per biblioteche e musei. Questa voce di spesa è sempre presente nel bilancio dei comuni, o almeno dovrebbe esserlo, eppure non sembra interessare ai più.

La classifica stilata da Openpolis dimostra che la città che investe di più in biblioteche e musei – e poi vediamo cosa vuol dire investire – è Trieste che vi dedica 61,34 euro. Tra i capoluoghi, il fanalino di coda spetta alla città di Bari con 0,67 €. Questa la classifica ordinata:

dopo Trieste, Bologna (€ 51,23), Firenze (€ 49,21), Milano (€ 42,41), Torino (€ 36,26), Verona (€ 35,26), Venezia (€ 34,22), Padova (€ 29,82) e Genova (€ 29,66). Nelle ultime cinque posizioni troviamo Roma (€ 23,39), Catania (€ 5,65),Napoli (€ 4,89), Palermo (€ 4,20) e Bari (€ 0,67).

Il punto di partenza della ricerca è l’importanza della cultura e l’investimento nelle strutture che ne custodiscono lo spirito. Incentivare la vita culturale in città vuol dire anche garantire l’accesso alla conoscenza del maggior numero di cittadini. Come si fa? Acquistando il materiale necessario per biblioteche e musei, ad esempio nuovi testi e altri prodotti utili, oppure ampliando gli orari di apertura e favorendo eventi e manifestazioni all’interno di questi spazi.

Un comune che investa in cultura, avrà certamente la voce di bilancio omologa molto dinamica. Tra le spese per la cultura rientrano infatti anche il pagamento del personale ma anche la costruzione e la manutenzione dei locali, nonché l’organizzazione e la promozione degli eventi.