• 08
  • Giu

Europa Militare. Beppe Grillo, Mentana e gli Americani

Di Angela Gennaro, in Esteri, USA, Varie, Web.



Giorni addietro Beppe Grillo richiamava alla memoria dell’Italia sopita, sul suo blog, l’occupazione americana su territorio italiano. Ne parlava Mentana a Matrix il 6 maggio. RaiNews24, oggi, a Macro Sfera, tratta proprio l’esplosiva faccenda.


Quanti soldatini americani circolano su territorio italico? Durante la Guerra Fredda erano circa 450.000, i soldati americani presenti qui. Ora hanno una funzione di appoggio, di retrovia, e sono nettamente diminuiti.


Le basi? In Germania, paese - sapete com’è, la storia, a più forte presenza militare statunitense - ci sono 670 chilometri quadrati di basi. In Italia 7, ufficialmente. Beppe Grillo dà un numero differente: dice 113.

Le basi principali comprendono, ognuna, più istallazioni. Ecco il perchè della differenza di numeri tra Grillo e l’ufficialità. Il documento americano parla di 49.


E poi, un altro punto esplosivo: è vero che c’è materiale nucleare ad Aviano (e non solo)? Lo dice Internet. E’ dappertutto, sulla Rete.


Mi scrive un giornalista sulla presenza militare americana in Italia e sulla disinformazione fatta dai media. Il sito del Pentagono riporta che sono presenti 89 installazioni americane. Quelle segrete non ci sono, ma quelle pubbliche sono sufficienti per definire l’Italia un Paese semi libero. A Ghedi Torre e a Aviano ci sono 90 (NOVANTA) testate nucleari pronte all’uso. Gli americani sono gente simpatica, ma dubito che gradirebbero a Miami, New York e a San Francisco bombe atomiche, sommergibili nucleari e basi militari made in Italy. Testa d’Asfalto metterà il segreto militare anche sul sito del Pentagono oltre che sui siti della spazzatura? Aspettiamo il prossimo esilarante Consiglio dei ministri


Questo è il lead del post del Grillo. Che, detto per inciso, acuirebbe per alcuni versi la sua credibilità se il suo popolatissimo blog non fosse tempestato di inviti a comprare i suoi dvd. Ma sono io che non sono mai contenta. Comunque: i giornalista che scrive a Grillo fa questa ricostruzione (sui dati, non ci avrebbe azzeccato Grillo, ma Mentana ci avrebbe, veicolato da una Rete nazionale in prima serata, azzeccato anche meno):

Ho fatto due conti, e dimostrato dati alla mano e con fonti del Pentagono che se tu hai sbagliato del 27% rispetto al dato ufficiale, Mentana ha sparato nell’etere numeri che distano del 92% dai dati ufficiali del Pentagono.
Mentana avrebbe potuto facilmente scoprire il giochetto delle installazioni e delle strutture che tecnicamente non sono definite “basi” e quindi per il Ministero non esistono, ma per gli italiani che se le trovano sotto casa esistono eccome.
Di seguito ti invio un mio articolo sulla vicenda. I contenuti sono verificabili da un documento del Pentagono.
Al suo interno, i dati sull’Italia sono alle pagine:
- 128: Strutture dell’esercito (army)
- 153: Strutture della marina (navy)
- 178: Strutture dell’aviazione (air force)”



Si tratta di Carlo Gubitosa. Collabora con PeaceLink.


Non c’è scritto da nessuna parte, ufficialmente, ma studi dicono che il nucleare c’è. Non se ne parla, ma nelle voci di corridoio non si nasconde: sarebbero delle B61. Obama e McCain comunque hanno detto che le ritirano, tranquilli tutti. RaiNews24 ricostruisce oggi un simatico dettaglio al merito: sono armi politiche, non armi effettive. Oggetti che devono rimanere, o che comunque sono rimaste, sul territorio, per dimostrative ragioni politiche internazionali. Di più sono armi vetuste, e forse anche pericolose, anche se sono smontate, e ci vorrebbero mesi per rimetterle in essere.


Le basi sono solo basi italiane. Ci sono basi americane, che ospitano truppe americane. Accordo chiave, 1954. Sono regolate da accordi NATO. Non esistono tecnicamente basi NATO. Sono basi militari dei paesi membri, che i paesi mettono a disposizione della NATO. Il comandante in Europa della NATO, dal 1951, è anche il comandante delle forze americano. Sono la stessa persona. Perchè l’idea della NATo era che fossero gli USA a venire a difendere gli europei dal Patto di Varsavia. Sarebbero passati più di 50 anni. Un altro equilibrio possibile? A noi conviene tenere gli americani agganciati all’Europa. Accenttarne la presenza, perchè se si rivolgessero all’Asia in altri e tutti i termini possibili, nel lungo periodo, per noi altri sudditi europei potrebbe essere un problema?


Ricordatevi, comunque, di quando, poco più di 20 anni fa, stavamo per entrare in guerra con gli USA. Si chiamava Sigonella, e, si è detto, era radioattivo.






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