Dalla Russia con amore. Vostro Medvedev

Non chiamatele elezioni
dice Garri Kimovič Kasparov nato Vajnštejn (in russo, che mi piace tanto e che prendo di Wikipedia, Га́рри Ки́мович Каспа́ров). Tra la sostanziale indifferenza dei moscoviti. E’ arrivata, finalmente, la domenica delle elezioni presidenziali russe. Una formalità. Pier Ferdinando Casini, già che c’era, ne ha approfittato oggi in conferenza stampa:
Anche Putin, in Russia, chiede di non sprecare il voto con i partiti minori
La Russia ha un trono, e sul trono del Cremlino, lo zar Putin ha già nominato il suo erede da un pezzo. Non solo: ha spesso consigliato, diciamo così, agli elettori di votarlo. In televisione, pubblicamente, direttamente.
Non permetteremo agli elettori di falsificare il risultato del voto
Abbastanza agghiacciante. L’Osce ci ha rinunciato, mentre il Consiglio d’Europa manderà una missione per monitorare lo scrutinio.
A differenza dell’Osce, che ha rinunciato, noi abbiamo voluto essere comunque presenti. Per il Consiglio la Russia è una pedina fondamentale dell’Europa. Certo, la nostra sarà una presenza critica, a noi interessa monitorare questo paese per verificare se vengono rispettati gli standard europei rispetto ai diritti civili ed umani, ai protocolli d’intesa. Abbiamo incontrato Sergej Sobianin, il capo dello staff di Dmitri Medvedev: ci ha detto che tutto va bene. Gli altri tre candidati, invece, ci hanno detto che tutto va male. Ghennadi Zjuganov ci ha segnalato lo sbilanciamento dei mass media, con una copertura di Medvedev superiore al 90 per cento. Abbiamo avuto segnalazioni anche sull’uso delle risorse amministrative a scopo elettorale”.
Spiega l’onorevole Andrea Rigoni (Pd), vicepresidente del Consiglio d’Europa. I potenziali avversari di Medvedev, candidature che potevano avere un senso, sono stati letteralmente e in vario modo liquidati per lasciare il posto ad Andrei Bogdanov. Un partito inutile, quello di quest’ultimo, che aveva raccolto alle ultime elezioni meno di centomila voti. Sempre per Rigoni:
La sensazionre è che abbiano avuto paura di un candidato come Kasianov, di uno che in verità non gode né di grande credibilità né di vasta popolarità
L’avversario perfetto, il non avversario. Attualmente lo scopo delle autorità è capire quante persone andranno a votare e quante no. Non sono mancate, quindi, e anzi sono aumentate, pressioni ed intimidazioni, soprattutto nelle infinite, lontane periferie, per costringere l’elettorato a votare.
sono completamente d’accordo col nostro presidente Putin che la Russia nel Ventesimo secolo ha esaurito il conto delle rivoluzioni e dei conflitti civili
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Scritto da Angela Gennaro




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