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  • Mag

Se questo significa sopprimere…

Di Paolo Riva, in Cina, Taiwan, Tibet.

Al termine di questo articolo so già che qualcuno di voi inizierà a storcere il naso. E’normale specie quando si va a trattare un argomento che i media hanno voluto mettere in primo piano, magari senza spiegare per bene a tutti di cosa si trattava.
In tutto il mondo centinaia di personaggi famosi non hanno esitato, per stare al favore del Tibet, di schierarsi contro quella Cina che voleva far valere i propri poteri.
Non mi sono mai voluto schierare apertamente a favore della Cina perchè non lo ero e non lo sono tutt’ora ma di certo non mi sarei mai schierato nemmeno a favore del Tibet, perchè le manifestazioni che ne sono nate non erano pro-Tibet ma anti-Cina.


I motivi sono i più svariati e non ditemi che sono uno che racconta frottole. Almeno il 50% della popolazione che si era schierata a favore del Tibet nemmeno sapeva di cosa si trattava. Lo faceva perchè era di moda, perchè, e perdonatemi il termine, faceva figo.
Tutti a dar contro alla Cina che di certo non era uno “stinco di santo”, ma sicuramente non poteva anche essere l’unica colpevole di una situazione che, come prevedibile, l’intera opinione pubblica ha voluto lasciare cadere nel nulla, perchè in fondo era nulla.
Tutti a colpevolizzare un paese, incriminandolo di essere questo e di essere quest’altro. Accusandolo di non avere fatto nulla delle promesse che avevano lanciato la propaganda per Pechino 2008. I sostenitori pro-Tibet a dire che avevano ragione loro. E basta.
Dato che non esiste solo il Tibet sulla Terra, ecco che la Cina ha dimostrato, di fronte a tutta l’opinione pubblica mondiale, che i suoi propositi c’erano e si stanno materializzando in realtà. E’ infatti notizia fresca che i capi di stato di Cina e Taiwan si sono ritrovati in questi giorni per ristabilire i rapporti che si erano deteriorati con l’indipendenza dell’isola nel 1949.
Da allora tra le due popolazioni è stata freddezza, fortunatamente fino ad oggi quando la comunista Cina e la nazionalista Taiwan hanno deciso di “aprire” le frontiere tra i due paesi promettendosi reciproco rispetto.
Una manovra di importanza fondamentale per la crescita diplomatica tra i due paesi, ma soprattutto dei due paesi che pongono le basi per costruire un rapporto di reciproco rispetto e collaborazione per il futuro
Ma d’altronde come potevamo aspettarcelo…eravamo troppo impegnati a sostenere il Tibet no?





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