La Camera ci ripensa: anticipato il rientro dalle ferie

di Luca Fiorucci Commenta

Foto: AP/LaPresse

Alla fine sembrano averci ripensato, a Montecitorio, e deciso di anticipare di una settimana il rientro dalle ferie estive. Ieri, infatti, si pensava di far riprendere le sedute alla Camera il 12 settembre, e di far iniziare il 5 settembre solo i lavori delle Commissioni, suscitando le proteste dell’opposizione.
Così aveva commentato il capogruppo del Pd Dario Franceschini: Avevamo proposto di iniziare anche con l’Aula il 5 settembre, anticipare l’inizio dei lavori, perchè ci sembrava doveroso. Ma la maggioranza non ha voluto”.
E il capogruppo Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto aveva addirittura avanzato una motivazione “nobile” per tale decisione, spiegando che all’inizio di settembre era previsto un pellegrinaggio in Terra santa di un centinaio di deputati. Maurizio Lupi, uno dei promotori del pellegrinaggio, ha poi fatto sapere: “Noi non c’entravamo e non c’entriamo nulla col calendario dell’Aula”.
Qualcun altro, invece, ha fatto notare che il Parlamento non ha mai ripreso i lavori prima di metà settembre.
Oggi, comunque, la conferenza dei capigruppo convocata dal presidente Fini ha deciso che i lavori dell’Aula di Montecitorio riprenderanno nel pomeriggio di martedì 6 settembre, mentre quelli delle Commissioni il 29 agosto. Fini, secondo quanto riferito dal suo portavoce Fabrizio Alfano, si sarebbe detto “pronto a convocare la Camera ad horas in qualsiasi momento, anche a Ferragosto“, se dovesse essere necessario ciò per la situazione economica.
Il capogruppo Pd Franceschini ha invece commentanto la decisione della conferenza dei capigruppo affermando: “Con un giorno di ritardo si è dato il minimo segnale che la politica deve dare.”

A Palazzo Madama, invece, i lavori riprenderanno il 7 settembre, come annunciato dal presidente Renato Schifani. Oggi, inoltre, è stato approvato il bilancio del Senato, con un inasprimento dei tagli ai costi della politica, di circa 12o miloni di euro in tre anni, e l’impegno a ridurre le spese nel 2011 per altri sei milioni circa. Il presidente Schifani ha parlato di “una scelta coraggiosa, di assoluto rigore“, con risultati “senza precedenti“.
Evidentemente, le recenti polemiche sulla “casta” dei parlamentari, alla fine, hanno avuto qualche piccolo effetto, anche se lo stesso Schifani ha dichiarato inamissibile la proposta dell’Idv di abolire da subito i vitalizi dei senatori, ritenendola “in contrasto con i principi generali dell’ordinamento“.
Sempre dall’Idv, invece, il senatore Elio Lannutti, conversando con i giornalisti, si è detto scettico sull’anticipazione della ripresa dei lavori a Palazzo Madama: “Si tratta di una anticipazione finta, come finti sono molti dei tagli fatti al bilancio interno. Far riprendere i lavori al Senato di giovedì non ha senso, perchè comunque non si lavorerà venerdì e sabato” ha affermato.
Già da stasera, dopo il discorso del premier Berlusconi sulla crisi economica, i parlamentari sono in vacanza, salvo, appunto, convocazioni straordinarie.

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